Somministrazione a tempo determinato

Gi Group è in grado di soddisfare sia ricerche specialistiche ad alto valore aggiunto, dove è importante il know-how e la consulenza della filiale radicata localmente, sia grandi progetti di somministrazione da sviluppare in ambito nazionale, per i quali Gi Group ha creato apposite Divisioni Specializzate.

 

Somministrazione a tempo indeterminato

La somministrazione a tempo indeterminato (Staff Leasing) è una forma di flessibilità occupazionale, uno strumento di investimento sui lavoratori con un percorso di medio-lungo termine, con particolare attenzione all’employability. Viene offerto alle aziende un processo di selezione accurato, attuato da risorse specializzate e un ampio database con soluzioni personalizzate. Il servizio è qualificato nella ricerca e nella selezione di profili specializzati e di settore.

 

RIFERIMENTI GIURIDICI SOMMINISTRAZIONE A TEMPO DETERMINATO

Il D.lgs 81/2015 definisce la somministrazione di lavoro come “il contratto, a tempo indeterminato o determinato, con il quale un’agenzia di somministrazione autorizzata, ai sensi del decreto legislativo n. 276 del 2003, mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali, per tutta la durata della missione, svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore.” ( Art. 30 D.lgs 81/2015).
Ai sensi dell’art. 31 comma 2 del D.lgs 81/2015 la somministrazione di lavoro a tempo determinato è utilizzata nei limiti quantitativi individuati dai contratti collettivi applicati dall’utilizzatore. E’ in ogni caso esente da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di:

  1. lavoratori di cui all’articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991 (mobilità)
  2. soggetti disoccupati che godono, da almeno sei mesi, di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali
  3. di lavoratori «svantaggiati» o «molto svantaggiati» ai sensi dei numeri 4) e 99) dell’articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
Ai sensi dell’art. 32 del D.lgs 81/2005 il contratto di somministrazione di lavoro è vietato:

  1. per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
  2. presso unità produttive nelle quali si è proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991, che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro, salvo che il contratto sia concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi;
  3. presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario, in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro;
  4. da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Legge Applicabile. In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore è soggetto alla disciplina di cui al capo III del D.lgs 81/2015 per quanto compatibile e, in ogni caso, con esclusione delle disposizioni di cui agli articoli 19, commi 1, 2 e 3, 21, 23 e 24.

Proroga. Il termine inizialmente posto al contratto di lavoro può in ogni caso essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto, nei casi e per la durata previsti dal contratto collettivo applicato dal somministratore. ( art. 34 comma 2 D.lgs 81/2015)

Criteri di Computo. Il lavoratore somministrato non è computato nell’organico dell’utilizzatore ai fini della applicazione di normative di legge o di contratto collettivo, fatta eccezione per quelle relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro. In caso di somministrazione di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a dodici mesi, il lavoratore somministrato è computato nella quota di riserva di cui all’articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68. ( art. 34 comma 3 D.lgs 81/2015).

Direzione e Coordinamento. Per tutta la durata della somministrazione i lavoratori svolgono la propria attività nell’interesse nonchè sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore ( art. 30 D.lgs 81/2015) il quale risponde nei confronti dei terzi dei danni a essi arrecati dal prestatore di lavoro nell’esercizio delle sue mansioni. (art. 35 comma 7 del D.lgs 81/2015).

Parità di trattamento. Per tutta la durata della missione presso l’utilizzatore, i lavoratori del somministratore hanno diritto, a parità di mansioni svolte, a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore.(art. 35 comma 1 D.lgs 81/2015).

Obbligazione Solidale dell’Utilizzatore. L’utilizzatore è obbligato in solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e a versare i relativi contributi previdenziali, salvo il diritto di rivalsa verso il somministratore.( art. 35 comma 2 D.lgs 81/2015).

Tutela del lavoratore. I contratti collettivi applicati dall’utilizzatore stabiliscono modalità e criteri per la determinazione e corresponsione delle erogazioni economiche correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi concordati tra le parti o collegati all’andamento economico dell’impresa. I lavoratori somministrati hanno altresì diritto a fruire dei servizi sociali e assistenziali di cui godono i dipendenti dell’utilizzatore addetti alla stessa unità produttiva, esclusi quelli il cui godimento sia condizionato alla iscrizione ad associazioni o società cooperative o al conseguimento di una determinata anzianità di servizio. ( art. 35 comma 3 D.lgs 81/2015).

Salute e Sicurezza. Il somministratore informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale e li forma e addestra all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale essi vengono assunti, in conformità al decreto legislativo n. 81 del 2008. Il contratto di somministrazione può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall’utilizzatore. L’utilizzatore osserva nei confronti dei lavoratori somministrati gli obblighi di prevenzione e protezione cui è tenuto, per legge e contratto collettivo, nei confronti dei propri dipendenti. ( art. 35 comma 4 del D.lgs 81/2015).

Mutamento Mansioni. Nel caso in cui adibisca il lavoratore a mansioni di livello superiore o inferiore a quelle dedotte in contratto, l’utilizzatore deve darne immediata comunicazione scritta al somministratore consegnandone copia al lavoratore medesimo. Ove non abbia adempiuto all’obbligo di informazione, l’utilizzatore risponde in via esclusiva per le differenze retributive spettanti al lavoratore occupato in mansioni superiori e per l’eventuale risarcimento del danno derivante dalla assegnazione a mansioni inferiori. ( art. 35 comma 5 del D.lgs 81/2015).

Potere Disciplinare. Ai fini dell’esercizio del potere disciplinare, che è riservato al somministratore, l’utilizzatore comunica al somministratore gli elementi che formeranno oggetto della contestazione ai sensi dell’articolo 7 della legge n. 300 del 1970.( art. 35 comma 6 D.lgs 81/2015).

Responsabilità Civile. L’utilizzatore risponde nei confronti dei terzi dei danni a essi arrecati dal lavoratore nello svolgimento delle sue mansioni.( art. 35 comma 7 D.lgs 81/2015).

Diritti Sindacali. Ai lavoratori delle agenzie di somministrazione si applicano i diritti sindacali previsti dalla legge n. 300 del 1970, e successive modificazioni. Il lavoratore somministrato ha diritto a esercitare presso l’utilizzatore, per tutta la durata della missione, i diritti di libertà e di attività sindacale, nonché a partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici.( art. 36 commi 1 e 2 del D.lgs 81/2015).

 

RIFERIMENTI GIURIDICI SOMMINISTRAZIONE A TEMPO INDETERMINATO

Condizioni di liceità e disciplina dei rapporti di lavoro

La somministrazione di lavoro a tempo indeterminato (c.d. “Staff Leasing”) è la fornitura a tempo indeterminato di manodopera, effettuata professionalmente da parte di una agenzia di somministrazione autorizzata a favore di un utilizzatore. Come per la somministrazione a tempo determinato, si realizza uno schema trilaterale, in cui i soggetti coinvolti sono i seguenti:

  • l’agenzia somministratrice di lavoro, autorizzata ai sensi dell’articolo 4, d.lgs. n. 276/2003, da cui dipende il lavoratore;
  • il lavoratore, dipendente dall’agenzia somministratrice, inviato presso l’utilizzatore e inserito nella sua organizzazione;
  • l’utilizzatore, che usufruisce della prestazione lavorativa ed esercita il potere di direzione e di controllo sul lavoratore.

La fornitura è disciplinata da un contratto di somministrazione (contratto di natura commerciale) a tempo indeterminato tra il somministratore e l’utilizzatore.

Tale contratto può essere concluso ai sensi degli artt. 30 ss del D.lgs 81/2015 ss.i.m.

Salvo diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall’Utilizzatrice il numero di lavoratori somministrati con contratto di staff leasing non può eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatrice al 1° gennaio dell’anno di stipula del contratto ( art. 31 comma 1 D.lgs 81/2015).

Possono essere somministrati a tempo indeterminato esclusivamente i lavoratori assunti a tempo indeterminato ( art. 31 comma 1 D.lgs 81/2015). Il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore è soggetto alla disciplina prevista per il rapporto di lavoro a tempo indeterminato ove sarà determinata l’indennità mensile di disponibilità ai sensi dell’art. 34 comma 1 del D.lgs 81/2015.