È possibile per le persone dipendenti presentare dimissioni volontarie all’azienda presso la quale sono assunte, seguendo una procedura che, dal 2016, deve essere obbligatoriamente telematica. Questa novità è stata introdotta per tutelare chi lavora ed eliminare il fenomeno delle cosiddette “dimissioni in bianco”.

Il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 ha previsto che le dimissioni vadano inserite online tramite apposita procedura telematica, accedendo con SPID o CIE ai servizi dedicati.

Durante la compilazione, il sistema richiede di indicare anche la data di decorrenza delle dimissioni: si tratta di un passaggio fondamentale, perché da quella data dipende la corretta gestione del preavviso e la data effettiva di cessazione del rapporto.

Ma qual è la data giusta da inserire? Come si calcola la decorrenza del preavviso? Cosa succede se si sbaglia o se la data di decorrenza cade in un giorno festivo? In questa guida vediamo, con esempi pratici, come orientarsi correttamente.

 

QUAL È LA DATA DI DECORRENZA DELLE DIMISSIONI?

Le indicazioni del Ministero del Lavoro chiariscono che la data di decorrenza delle dimissioni volontarie da inserire nella procedura telematica è “quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, il rapporto di lavoro cessa”. In pratica, la data da indicare è il giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro effettivo.

Esempio di data decorrenza dimissioni volontarie: se il contratto prevede 15 giorni di preavviso e la comunicazione telematica viene inviata il 1° del mese, l’ultimo giorno di lavoro sarà il 15 e la data di decorrenza delle dimissioni corrisponderà al 16 del mese.

Un altro esempio di data di decorrenza dimissioni può essere questo: ultimo giorno di lavoro 30 giugno → data decorrenza dimissioni 1° luglio. Nella procedura online andrà indicata la data del 1° luglio, non quella dell’ultima giornata lavorata.

La data di decorrenza dipende quindi dalla durata del preavviso prevista dal CCNL e, in alcuni casi, dalle regole sul calcolo del preavviso (per esempio dal fatto che inizi a decorrere dal 1° o dal 16 del mese).

Per essere sicuri di indicare correttamente la decorrenza dimissioni è sempre consigliabile confrontarsi con il reparto risorse umane della propria azienda o con un patronato, che può supportare nella compilazione della procedura telematica.

 

COSA INSERIRE SE LA DATA DI DECORRENZA DELLE DIMISSIONI È UN GIORNO FESTIVO?

La procedura telematica non impedisce di indicare una data di decorrenza dimissioni che cada in un giorno festivo. Se il contratto individuale o il CCNL non prevedono regole diverse, la decorrenza può tranquillamente coincidere con una domenica o con un festivo infrasettimanale, perché ciò che conta è la corretta gestione del preavviso e la data di cessazione del rapporto.

 

DATA DI DECORRENZA DELLE DIMISSIONI E PREAVVISO

Chi è assunto con un contratto a tempo indeterminato può presentare dimissioni volontarie in qualunque momento, ma deve rispettare il periodo di preavviso previsto dal CCNL o dal contratto individuale. Questo periodo è fondamentale per calcolare correttamente la decorrenza del preavviso di dimissioni e, di conseguenza, la data di cessazione del rapporto.

Diverso è il caso dei contratti a tempo determinato, che in linea generale non prevedono dimissioni volontarie “ordinarie” prima della scadenza naturale, salvo casi particolari (per esempio dimissioni per giusta causa).

L’obbligo di preavviso è previsto dall’art. 2118 del Codice Civile, mentre la durata precisa dipende normalmente da:

  • Categoria professionale;
  • Livello di inquadramento;
  • Anzianità di servizio.

Il CCNL stabilisce anche come decorre il preavviso (per esempio se si contano tutti i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi) e da quale data parte il conteggio. In alcuni contratti, come vedremo per il CCNL Terziario/Commercio, la regola delle dimissioni entro il 15 del mese è decisiva per capire quando decorre il preavviso.

Esistono poi ipotesi in cui non è dovuto il preavviso, come nel caso di dimissioni per giusta causa, dimissioni nel periodo di prova o altre situazioni particolari. In questi casi la data di decorrenza può coincidere più da vicino con la data di invio delle dimissioni, ma è sempre bene verificare la propria situazione contrattuale.

 

LA DATA DI DECORRENZA DELLE DIMISSIONI CCNL TERZIARIO E CCNL COMMERCIO-CONFCOMMERCIO

Per chi è assunto con CCNL Terziario Distribuzione e Servizi o CCNL Commercio-Confcommercio, il preavviso si calcola includendo tutti i giorni di calendario (anche festivi) e la decorrenza del preavviso in genere parte dal 1° o dal 16° giorno del mese.}

Questo significa che, a seconda di quando vengono presentate le dimissioni volontarie, il preavviso può decorrere:

  • Dal 1° del mese, se le dimissioni sono presentate entro una certa data;
  • Dal 16 del mese, se le dimissioni vengono presentate nella seconda metà del mese.

In molti casi, per il CCNL Commercio, vale la regola pratica delle dimissioni entro il 15 del mese:

  • Se le dimissioni sono inviate entro il 15, il preavviso decorre dal 16 dello stesso mese;
  • Se le dimissioni vengono inviate dopo il 16, il preavviso decorre dal 1° del mese successivo.

È sempre opportuno verificare queste indicazioni sul testo aggiornato del contratto o con il reparto HR.

Anche nel CCNL Commercio, la durata del preavviso (e quindi la data di decorrenza dimissioni effettiva) varia in base al livello di inquadramento e all’anzianità di servizio.

Livello di inquadramento Preavviso fino a 5 anni di servizio Preavviso da 5 a 10 anni di servizio Preavviso oltre 10 anni di servizio
Quadri e 1° livello 45 giorni 60 giorni 90 giorni
2° e 3° livello 20 giorni 30 giorni 45 giorni
4° e 5° livello 15 giorni 20 giorni 30 giorni
6° e 7° livello 10 giorni 15 giorni 15 giorni

 

LA DATA DI DECORRENZA DELLE DIMISSIONI CCNL METALMECCANICA

Per chi rientra nel CCNL Metalmeccanica, il periodo di preavviso decorre in genere dal giorno successivo alla ricezione delle dimissioni da parte dell’azienda. Da quella data si conteggiano i giorni di preavviso, secondo le durate previste per dirigenti, quadri e altri livelli di inquadramento.

Livello di inquadramento Preavviso fino a 5 anni di servizio Preavviso da 5 a 10 anni di servizio Preavviso oltre 10 anni di servizio
Dirigenti 180 giorni 210 giorni 240 giorni
Quadri 120 giorni 150 giorni 180 giorni
A1 - A2 90 giorni 120 giorni 150 giorni
B! - B2 60 giorni 90 giorni 120 giorni
C1 45 giorni 60 giorni 90 giorni
C2 30 giorni 45 giorni 60 giorni
D1 - D2 e lavoratori discontinui 15 giorni 20 giorni 30 giorni

 

LA DATA DI DECORRENZA DELLE DIMISSIONI CCNL TURISMO E PUBBLICI SERVIZI

Nel settore Turismo e Pubblici Servizi, il CCNL non indica in modo espresso la data da cui decorre il preavviso, ma, nella prassi, il conteggio parte di solito dal giorno in cui l’azienda riceve la comunicazione scritta delle dimissioni, considerando le giornate a calendario.

Livello di inquadramento Preavviso fino a 5 anni di servizio Preavviso da 5 a 10 anni di servizio Preavviso oltre 10 anni di servizio
Livelli A e B 4 mesi 5 mesi 6 mesi
1° livello 2 mesi 3 mesi 4 mesi
2° e 3° livello 30 giorni 45 giorni 60 giorni
4° e 5° livello 20 giorni 30 giorni 45 giorni
Livelli 6s - 6° - 7° 15 giorni 20 giorni 20 giorni

 

COSA SUCCEDE SE SBAGLIO LA DATA DI DECORRENZA DELLE DIMISSIONI?

Può capitare di inserire in modo errato la data di decorrenza dimissioni nella procedura telematica, oppure di avere un ripensamento. In questi casi, la normativa prevede la possibilità di revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla loro trasmissione.

La revoca consente di annullare le dimissioni inviate, correggere eventuali dati (come la data di decorrenza) e, se necessario, reinviare una nuova comunicazione con i riferimenti corretti.

In aggiunta, è buona prassi informare per iscritto il datore di lavoro o il reparto HR, specificando con chiarezza l’errore commesso sulla data di decorrenza delle dimissioni e indicando la data corretta. L’azienda potrà quindi allineare le proprie comunicazioni obbligatorie agli enti competenti.

 

 

 

 

 

 
 
 
 

 

 

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