
Osservatorio permanente
Il primo studio dell’Osservatorio Permanente sull’Orientamento Scolastico, realizzato da Gi EDU e Fondazione ANP, fornisce elementi utili a comprendere meglio come l’orientamento venga interpretato, realizzato e valutato da chi ha il compito strategico di coordinare il lavoro delle scuole italiane.
Lo studio è l’esito di 289 interviste a dirigenti scolastici: tra le attività di orientamento ritenute più funzionali per supportare i giovani nelle loro scelte future emergono la formazione ai docenti e ai genitori in ambito orientamento, i colloqui individuali, il bilancio di competenze e i test di valutazione del profilo personale. Altrettanto importante lo sviluppo di Soft Skill in ambito scolastico.
L’Osservatorio è stato integrato con un’indagine parallela condotta da Gi EDU in collaborazione con Skuola.net sui maturandi, con l’obiettivo di ampliare l’analisi e confrontare i punti di vista sull’efficacia dell’orientamento.
Il contesto
Da una prima analisi, è emersa la necessità di intervenire sulla fase di orientamento creando esperienze pratiche e coinvolgenti per i giovani.
Alcuni dati emersi dall’indagine su studenti e studentesse
- Il 63% dei 2.500 intervistati teme di diventare NEET.
- Gli studenti percepiscono le attività di orientamento come poco o per niente utili perché:
Noiose e troppo retoriche
Complesse e poco chiare
Distaccate dalla realtà
Il punto di vista dei dirigenti scolastici
- Il 44,6% ritiene che l’orientamento debba iniziare nei primi anni delle scuole medie.
- La principale criticità rispetto l’orientamento è la mancanza di risorse interne (37,4%), intese come persone che possano occuparsi delle attività di orientamento in modo focalizzato e dispongano delle competenze necessarie per rendere efficaci gli interventi.
- Solo il 3% ritiene che il corpo docente sia preparato per supportare lo sviluppo delle Soft Skill nei loro studenti.
- Le attività di orientamento rispetto alle quali sarebbe più utile ed efficace un supporto esterno sono:
- formazione delle risorse interne;
- progettazione, organizzazione ed erogazione di percorsi;
- identificazione di soluzioni innovative di orientamento.
L'orientamento oggi
Il poco tempo dedicato all’orientamento è troppo frammentato e non è focalizzato sulle necessità del mercato, da considerare invece indispensabili per evitare il fenomeno NEET.
Chi svolge le attività di orientamento?
34%7%20%13%13%13%- 34% Rappresentanti di università ed enti di formazione
- 20% Orientatori e formatori professionisti
- 13% Rappresentanti del mondo del lavoro
- 13% Professori
- 13% Esperti di risorse umane e selezione del personale
- 7% Persone con storie di successo

L'orientamento domani
La partecipazione all’università è in calo e il rischio di diventare NEET diventa più concreto se non vengono ascoltate le necessità dei maturandi in cerca di maggior concretezza.
Cosa richiedono i giovani per orientarsi?
- 43% Esperienze dinamiche
- 30% Visite presso realtà di studio, formative o professionali
- 10% Testimonianze di esperti o persone affermate
- 7% Attività in gruppi ristretti
- 7% Attività individuali
- 3% Attività in gruppi numerosi
Vuoi saperne di più?
Scarica lo studio realizzato da Gi EDU e Fondazione ANP.
Indagine realizzata da:


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