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Formazione finanziata per aziende: strumenti, fondi e come ottenerla nel 2026

Formare le persone costa, e questo è spesso il primo motivo per cui un piano di sviluppo delle competenze viene rimandato. In realtà, gran parte del costo della formazione aziendale in Italia può essere recuperato o finanziato attraverso strumenti pubblici e collettivi già esistenti. Conoscerli, e soprattutto sapere quale scegliere per il proprio caso, fa la differenza tra un piano formativo che resta sulla carta e uno che si realizza davvero.

Cos’è la formazione finanziata e perché conviene alle aziende

Con formazione finanziata si intende l’insieme di strumenti, pubblici o collettivi, che permettono all’azienda di coprire in tutto o in parte i costi di un percorso formativo per i propri dipendenti: dai fondi interprofessionali ai bandi regionali, dal credito d’imposta ai fondi europei. Il vantaggio non è solo economico: molti di questi strumenti impongono anche una progettazione più rigorosa del percorso formativo, con obiettivi e verifiche che altrimenti rischiano di restare informali.

I fondi interprofessionali: come funzionano

Principali fondi interprofessionali in Italia

I fondi interprofessionali nascono dalla destinazione di una quota dei contributi versati dalle aziende (lo 0,30% della contribuzione INPS) al finanziamento della formazione continua, invece che alla fiscalità generale. In Italia operano diversi fondi, tra cui Fondimpresa, il più diffuso tra le imprese industriali e dei servizi, Fondirigenti per la formazione dei dirigenti, For.Te e Fondoprofessioni per il terziario e gli studi professionali. Ogni fondo ha regole, avvisi e scadenze proprie.

Come aderire a un fondo interprofessionale

L’adesione avviene tramite una comunicazione all’INPS (modello DM10 o UniEMens) e non comporta costi aggiuntivi per l’azienda: si tratta semplicemente di destinare a un fondo formazione una quota contributiva che, altrimenti, resterebbe comunque versata allo Stato. È possibile cambiare fondo nel corso del tempo, con effetto dal mese successivo alla comunicazione.

Piani formativi aziendali: individuali, aggregati e di sistema

I fondi finanziano i piani formativi attraverso avvisi periodici, con tre modalità principali: il piano individuale, dedicato a una singola azienda; il piano aggregato, condiviso tra più aziende con esigenze simili; il piano di sistema, promosso da un ente terzo per un intero settore o territorio. La scelta incide sui tempi di approvazione e sull’importo massimo finanziabile.

Credito d’imposta Formazione 4.0: cos’è e come si ottiene nel 2026

Attività ammissibili e aliquote

Il credito d’imposta legato alla formazione sulle tecnologie abilitanti (il cosiddetto Formazione 4.0) è nato nell’ambito del Piano Transizione 4.0 e negli anni si è evoluto insieme al quadro degli incentivi alla digitalizzazione, confluendo nelle misure legate al Piano Transizione 5.0 per gli investimenti orientati anche all’efficienza energetica. Le condizioni di accesso, le aliquote applicabili e i tetti di spesa cambiano periodicamente da una legge di bilancio all’altra: qui ci limitiamo a segnalare che lo strumento esiste ed è tipicamente legato a una soglia percentuale sulle spese di formazione sostenute, con un tetto massimo annuo per impresa.

Come documentare le spese e ottenere il beneficio

In tutte le versioni dello strumento restano fissi alcuni requisiti: la formazione deve essere erogata da un soggetto esterno qualificato, va documentata con registri di presenza e materiali del corso, e il costo ammissibile comprende le ore di personale dedicato, i costi dei formatori e le spese di esercizio direttamente collegate al progetto. Data la frequenza con cui aliquote e requisiti vengono aggiornati, il consiglio è verificare le condizioni in vigore con un consulente fiscale prima di impostare il piano di spesa, così da non trovarsi a formazione già avviata con parametri diversi da quelli previsti.

Fondo Nuove Competenze: come funziona e a chi si rivolge

Il Fondo Nuove Competenze, gestito da ANPAL e dal Ministero del Lavoro, permette alle aziende di rimodulare temporaneamente l’orario di lavoro dei dipendenti destinando parte delle ore alla formazione: il costo di queste ore, comprensivo di stipendio e contributi, è a carico del fondo. Per accedervi occorre un accordo collettivo con le rappresentanze sindacali che disciplini la rimodulazione dell’orario e un progetto formativo coerente con le finalità del fondo, tipicamente orientate alla transizione digitale ed ecologica. Il fondo procede per edizioni successive, ciascuna con un proprio avviso e una propria dotazione finanziaria: prima di pianificare un progetto su questo strumento, è quindi necessario verificare se al momento è attivo un avviso in corso, dato che tra un’edizione e l’altra possono passare diversi mesi.

Altri bandi e finanziamenti per la formazione aziendale nel 2026

Fondi europei: FSE+ e PON

A livello europeo, il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) finanzia, attraverso i programmi nazionali e regionali, interventi di formazione continua e riqualificazione professionale. L’accesso diretto da parte della singola azienda è spesso mediato da enti di formazione accreditati o da avvisi pubblici regionali che utilizzano queste risorse.

Bandi regionali per la formazione

Ogni Regione pubblica periodicamente i propri bandi per la formazione continua, con requisiti, importi e scadenze differenti da territorio a territorio. Non esiste quindi un calendario unico nazionale: chi vuole sfruttare questi strumenti deve monitorare i bollettini ufficiali della propria Regione o affidarsi a un partner che lo faccia per suo conto.

Come costruire un piano formativo finanziabile: i requisiti

Un piano ha maggiori probabilità di essere finanziato quando parte da un fabbisogno formativo documentato, indica obiettivi misurabili, coinvolge un numero definito di persone e si appoggia a un ente formatore con i requisiti richiesti dallo specifico strumento. Impostare il piano prima di sapere quale fondo o bando si intende utilizzare porta quasi sempre a doverlo rifare, perché ogni strumento ha vincoli propri sulla durata minima delle ore, sulla tipologia di destinatari e sulla documentazione richiesta.

Gli errori più comuni nella gestione dei fondi per la formazione

Gli errori più frequenti riguardano la rendicontazione: registri di presenza incompleti, materiali didattici non conservati, mancata verifica finale delle competenze quando richiesta dallo strumento. Un altro errore comune è sottovalutare i tempi tecnici di approvazione degli avvisi, che possono richiedere diversi mesi tra la presentazione della domanda e l’avvio effettivo della formazione: chi pianifica la formazione con largo anticipo ha più margine per intercettare la finestra utile.

Come Gi Group supporta le aziende nell’accesso alla formazione finanziata

Attraverso il Gi Group Training Hub, il nostro spazio fisico e digitale con cui rispondiamo allo skill shortage e allo skill mismatch, soddisfiamo le esigenze delle aziende con la formazione di competenze tecnico-professionali, offrendo soluzioni su misura, semplificazione burocratica e organizzativa dei processi.

La metodologia prevede, tra i suoi pillar, l’analisi dei fabbisogni aziendali, la territorialità, le esigenze temporali e i criteri di finanziabilità. Su quest’ultimo punto, viene previsto un cofinanziamento della formazione per le aziende o un supporto nell’individuazione del bando più rispondente alle specifiche necessità.

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