Trasparenza retributiva
Le principali novità per le aziende
Lo scorso 1 giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo di attuazione della Dir. UE 970/2023, c.d. Pay Transparency che punta a colmare il divario retributivo di genere per uno stesso lavoro o per lavori di pari valore.
Il decreto, entrato in vigore il 7 giugno, si applica a tutti i datori di lavoro pubblici e privati e riguarda i rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, anche part-time e dirigenziali, con esclusione di lavoro domestico e lavoro intermittente.
Attraverso questa pagina puoi rimanere aggiornato su alcuni contenuti e sulle iniziative che abbiamo messo in atto per informare la tua azienda sulle principali novità introdotte dalla nuova normativa.
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I principali obblighi per le aziende
Trasparenza retributiva in fase di selezione (art. 5)
Il decreto prevede che negli avvisi/bandi di lavoro siano rese note:
- retribuzione iniziale o fascia retributiva attribuibile alla posizione, determinata su criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere;
- pertinenti disposizioni del CCNL applicato in relazione alla posizione.
È inoltre previsto:
- divieto di chiedere o acquisire (anche indirettamente tramite terzi) informazioni sulle retribuzioni attuali o pregresse dei candidati;
- obbligo di condurre selezione e assunzione in modo non discriminatorio e di redigere annunci secondo criteri neutrali rispetto al genere (anche nei titoli professionali).
Informativa durante il rapporto di lavoro sui trattamenti retributivi (artt. 6–7)
- I datori di lavoro rendono accessibili ai lavoratori i criteri utilizzati per determinare retribuzioni, livelli retributivi e i criteri di progressione economica. In caso di applicazione di CCNL stipulati da OO.SS. comparativamente più rappresentative, l’obbligo si intende assolto mediante rinvio ai criteri/livelli/trattamenti del CCNL e di eventuali accordi aziendali ex art. 51 D.Lgs. 81/2015. Per i datori con meno di 50 dipendenti non vi è obbligo di rendere disponibili i criteri di progressione economica.
- Ogni lavoratore può richiedere (massimo una volta l’anno) e ricevere per iscritto entro 2 mesi informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Il datore di lavoro informa annualmente i lavoratori di tale diritto e delle relative modalità.
- Ai lavoratori non può essere impedito di rendere nota la propria retribuzione. Sono vietate le clausole contrattuali che limitano la facoltà dei lavoratori di rendere note informazioni sulla propria retribuzione.
Reportistica periodica sul divario retributivo di genere (art. 9) e valutazione congiunta (art. 10)
Per i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti è previsto l’invio di dati sul gender pay gap, tra cui:
- divario retributivo di genere medio e mediano;
- divari nelle componenti complementari/variabili;
- percentuali di donne/uomini che ricevono componenti variabili;
- distribuzione per quartili retributivi;
- divario per categorie di lavoratori (distinguendo retribuzione base e componenti complementari/variabili).
Tempistiche:
- ≥ 250 dipendenti: entro 7 giugno 2027 e poi annualmente;
- 150–249 dipendenti: entro 7 giugno 2027 e poi ogni 3 anni;
- 100–149 dipendenti: entro 7 giugno 2031 e poi ogni 3 anni.
Qualora i dati rivelino, in una categoria di lavoratori, una differenza del livello retributivo medio tra donne e uomini pari ad almeno il 5%, non motivata da criteri oggettivi e neutri e non corretta entro 6 mesi dalla comunicazione, scatta l’obbligo di effettuare una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori.

La normativa
DECRETO LEGISLATIVO 7 maggio 2026, n. 96
Attuazione della direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione. (26G00112)
Entrata in vigore del provvedimento: 07/06/2026
Scopri l’evento
Equità e trasparenza retributiva: un opportunità per le aziende
Lo scorso 28 maggio abbiamo organizzato un evento rivolto alle aziende per dare evidenza delle novità introdotte dal decreto legislativo Pay Transparency.
Ne abbiamo parlato insieme a Miriam Quarti, Senior Manager di ODM Consulting, Martina Colombo, Manager di ODM Consulting, e Fabrizio Olini, Legal Director Gi Group. Presente inoltre l’Avv. Ornella Patané, Partner dello Studio Legale Toffoletto De Luca Tamajo.
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